Bilancio Genova, è scontro. Terrile: «Nessun tesoretto, è l’avanzo più basso della storia recente»

Mentre il centrodestra accusa la Giunta di aver “inventato” il buco nei conti per alzare le tasse, l’assessore replica con i numeri: «Abbiamo evitato il disavanzo lavorando giorno e notte per coprire le lacune ereditate». Bucci: «Bene l’avanzo, ora più aiuti ad altri Comuni, ma i fondi per i trasporti restano confermati»

Il Rendiconto di Gestione 2025 del Comune di Genova approda in Commissione Bilancio e scatena una tempesta politica. Al centro della contesa c’è un numero: 47,5 milioni di euro di risultato positivo. Una cifra che l’opposizione di centrodestra definisce la prova di una «narrazione faziosa» e di un «buco mai esistito», ma che la Giunta Salis rispedisce al mittente come una lettura distorta e superficiale della contabilità pubblica.
L’attacco del centrodestra: «Chiedano scusa ai genovesi»
I capigruppo di minoranza — da Fratelli d’Italia alla Lega, passando per Forza Italia e le liste civiche — hanno alzato i toni, chiedendo alla Sindaca e al vicesindaco Alessandro Terrile di scusarsi con la cittadinanza. Secondo gli esponenti del centrodestra, l’aumento dell’IMU per gli alloggi a canone concordato (passata dallo 0,78 all’1,06) sarebbe stato inutile: «Un sacrificio chiesto a 30mila famiglie che poteva essere evitato», denunciano i capigruppo, proponendo come compensazione un dimezzamento dell’aliquota per il 2027.

La replica di Terrile: «Non accettiamo lezioni da chi ha lasciato i debiti»
Non si è fatta attendere la risposta di Alessandro Terrile, vicesindaco con delega al Bilancio, che ha affidato ai social e ai canali ufficiali una dettagliata controanalisi tecnica. Terrile ha smontato l’ipotesi del “tesoretto”, spiegando che la cifra sbandierata dalle opposizioni è composta quasi interamente da fondi vincolati o accantonati, dunque non spendibili liberamente. «L’avanzo libero reale è di appena 2,5 milioni di euro su una spesa complessiva di 850 milioni -, ha precisato Terrile -. È una cifra perfino inferiore al fondo di riserva obbligatorio. Si tratta dell’avanzo più basso registrato nella storia recente del Comune di Genova: nel 2024 era di 4,6 milioni, nel 2023 superava i 10 milioni».
L’Assessore ha poi rincarato la dose sulla situazione trovata al momento dell’insediamento, nel giugno 2025: «Al nostro arrivo il bilancio non prevedeva risorse stanziate per i principali servizi: scuola, sociale, cultura, manutenzioni. Erano finiti i denari perfino per tenere aperti il Museo dell’Emigrazione, la Lanterna e il Memoriale del 14 agosto. Abbiamo dovuto fare economie e posticipare spese differibili per assicurare i servizi senza tagli».
Il nodo AMT e la pressione fiscale
Un capitolo a parte riguarda il trasporto pubblico. La Giunta rivendica di aver stanziato oltre 22 milioni di euro per AMT in soli dieci mesi per evitarne il collasso. «Per sostenere l’azienda abbiamo dovuto eliminare le gratuità e aumentare le tariffe degli abbonamenti», ha ammesso Terrile, sottolineando che la situazione resta complessa e che enti controllati come AMT o il Carlo Felice continueranno a drenare risorse.
Secondo la visione dell’amministrazione, l’aumento dell’IMU e la rimodulazione dell’IRPEF non sono stati atti di “fede politica”, ma manovre di emergenza necessarie per colmare quella sofferenza di circa 50 milioni trovata dopo il cambio della guardia a Palazzo Tursi.
La divergenza tra centrodestra e centrosinistra non è solo di cifre, ma di interpretazione del passato. Mentre il centrodestra parla di «scelte scellerate», Terrile conclude con una stoccata diretta: «La polemica è assurda se penso a quanti servizi e manifestazioni avremmo potuto finanziare se non avessimo dovuto impiegare decine di milioni per risolvere le crisi economiche che abbiamo ereditato. Continuiamo a lavorare senza lamentarci, ma non accettiamo lezioni da chi ha lasciato buchi e disavanzi».
La battaglia si sposterà ora in Consiglio Comunale, dove l’opposizione ha già annunciato la presentazione di un documento formale per forzare la mano sulla riduzione delle aliquote future. La Giunta, dal canto suo, sembra intenzionata a mantenere la barra dritta sulla linea della prudenza finanziaria.
La posizione della Regione, Bucci: «Bilancio in attivo? Fondi ad altri Comuni»
La notizia della chiusura in positivo del bilancio ha innescato una reazione a catena che investe l’intera programmazione regionale. Il governatore Marco Bucci ha accolto con favore il dato, pur non nascondendo perplessità sulla discrepanza tra i numeri attuali e le previsioni pessimistiche diffuse a metà anno.
Secondo il presidente ligure, questa liquidità impone una riflessione politica: la Regione dovrà ora coordinarsi con la Giunta per ricalibrare gli interventi, spostando potenzialmente l’attenzione e i fondi verso le realtà comunali minori che, a differenza del capoluogo, non dispongono di simili riserve. Bucci ha chiarito che l’obiettivo è una gestione più equilibrata delle risorse, avviando a breve un confronto con l’amministrazione comunale per rivedere alcuni progetti alla luce del nuovo scenario.
Nonostante la revisione delle priorità, il sostegno alla mobilità urbana non subirà scossoni. Il governatore ha confermato che il piano per l’Azienda Mobilità e Trasporti (AMT) resterà identico: l’ente regionale manterrà l’iniezione di 40 milioni nel capitale, oltre ai 110 milioni annui per il servizio e i fondi per la Genova-Casella.
Sul fronte tecnico, Bucci ha annunciato che l’incontro con la Corte dei Conti è stato posticipato a venerdì mattina. Il tavolo servirà a definire le procedure operative per il trasferimento dei fondi tra gli enti, garantendo la massima regolarità formale tra i complessi vincoli legislativi attuali.
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